Moncler sale grazie ai consumi cinesi che smentiscono le Cassandre

In Cina nella Golden Week le vendite sono più che raddoppiate rispetto a un anno fa. Secondo Fidentiis, Moncler sta approfittando di questo buon momento dei consumi cinesi, che dimostrano apparentemente come le vendite reggano nonostante il rallentamento dell’economia

Oggi in borsa Moncler  sale dell’1,32% a 30,72 euro, in controdenza rispetto all’indice che invece segna un saldo negativo. Il mercato ha accolto con favore i dati che sono emersi da un’intervista rilasciata dall’amministratore delegato di Moncler , Remo Ruffini, a Bloomberg a Hong Kong. In particolare Ruffini ha dichiarato che il 2018 si sta rivelando un anno dai numeri molto forti per Moncler  in Cina e che la vendita tramite e-commerce sempre in Cina sta crescendo a doppia cifra per Moncler .

Fidentiis, che assegna al titolo Moncler  un giudizio buy e fissa il range di valutazione a 39-40 euro, sottolinea che si tratta di buone notizie che confermano i commenti avvenuti durante la conference call dei conti. In particolare gli analisti ricordano che, al contrario di quanto emerge da molti report pessimistici, le parole del management di Moncler  rivelano uno stato di salute ottimo dei consumi in Cina.

Dai conti di Moncler  del terzo trimestre emerge come la Cina abbia sovraperformato l’Asia grazie a una forte crescita organica. Inoltre nella Golden Week le vendite sono più che raddoppiate rispetto a un anno fa e la domanda da parte dei consumatori cinesi sia domestici sia dall’estero resta molto buona. Fidentiis ricorda anche che Moncler  non ha risentito negativamente dei controlli più stretti alla dogana nati per evitare il cosidetto Daigou, ossia la pratica di comprare beni di lusso all’estero per poi rivenderli in Cina. Inoltre dopo la riduzione dei dazi il gap di prezzo tra la Cina e l’Europa Continentale è ora del 40-50% ed è quindi ragionevole che Moncler  possa raggiungere l’obiettivo di arrivare a un 30-40%.

Fidentiis ricorda che la Cina rappresenta un terzo delle vendite retail di Moncler  (e un 26% di tutte le vendite in base alla stima di Fidentiis). Inoltre ricorda che sia la demografia, che vede ancora una crescita del numero dei consumatori affluent in Cina, sia il fatto che i consumatori cinesi siano sempre più selettivi sono notizie positive per Moncler .

Conferma questo trend sui consumi in Cina anche la notizia che Alibaba group ha registrato un altro Single’s Day record, nonostante il rallentamento della crescita dell’economia cinese, le tensioni commerciali con gli Stati Uniti e la minor presenza del fondatore Jack Ma nelle operazioni del gruppo.

Il colosso dell’e-commerce ha infatti riportato vendite pari a 30,8 miliardi di dollari nelle 24 ore del Single Day cominciate alle 12 dello scorso sabato mattina. Il Single Day è una ricorrenza, soprattutto commerciale, nata in Cina negli anni ’90 come celebrazione delle persone single. Il successo della festa è in parte riconducibile al grande evento mediatico organizzato per l’occasione, con la presenza di artisti internazionali che hanno animato la scena e hanno garantito un’affluenza tale da consentire ad Alibaba di superare le vendite record di 25,3 miliardi di dollari dell’anno precedente.

Jack Ma era presente all’evento ma, avendo comunicato il suo prossimo pensionamento, si è trattato di un intervento di minor rilevanza. Il Singles Day è ormai diventato un’occasione importante per le aziende cinesi in un contesto di grande volatilità dei mercati.

Alibaba ha tagliato la guidance annuale all’inizio del mese del 6%, circa, a causa del rallentamento della crescita in alcune categorie, come l’elettronica del consumo. Complessivamente, la crescita delle vendite in Cina è calata del 24% per il gruppo durante il terzo trimestre, in calo del 36% rispetto all’anno precedente secondo le stime del National Bureau of Statistics.